Una sequenza di benvenuto per un ecommerce ha di solito da cinque a sette email in due-tre settimane: la prima parte subito e consegna quello che il modulo ha promesso, le altre costruiscono fiducia, e un ramo ricorda il codice solo a chi non l'ha usato. La prima email è quella da curare di più: nel negozio di calzature che seguiamo porta 108 dei 168 ordini attribuiti alla serie in un anno. Qui trovi la sequenza di quel negozio, i numeri email per email, cosa ne abbiamo capito e cosa cambieremmo.
Cosa deve contenere una sequenza di benvenuto per un ecommerce e quante email inviare?
Ogni email ha un solo compito, e l'ordine conta:
- Il benvenuto con il regalo promesso, subito: il codice, se il modulo lo prometteva, e pochi prodotti scelti bene.
- Fiducia: chi c'è dietro il negozio, recensioni vere, spedizioni e resi spiegati.
- Un aiuto a scegliere: una guida pratica, gli errori comuni, una tabella delle misure.
- Il promemoria del codice, solo a chi non l'ha usato.
- Una o due email di relazione: storie di clienti, curiosità sul prodotto, un invito a chiedere consiglio.
Sul numero, i dati del caso sono chiari: le prime email lavorano, le ultime molto meno. Se un'email non dà qualcosa di utile, meglio toglierla.
Perché il benvenuto rende più delle newsletter
Chi si è appena iscritto ha appena detto "mi interessa"; dopo qualche settimana leggerà le newsletter come tutti gli altri. Nei benchmark di Omnisend sulle email del 2025, le automazioni di benvenuto convertono al 2,11%, contro lo 0,08% delle campagne. Il report 2026 di Klaviyo indica per le email di benvenuto un tasso di clic medio del 6,5%, che sale al 13,3% per le migliori.
Il report di Omnisend segnala anche un rischio: il benvenuto ha uno dei tassi di disiscrizione più alti tra le automazioni, lo 0,87%. Chi si iscrive solo per il codice e riceve solo richieste di comprare se ne va presto. Nel caso che vediamo sotto, la media della serie è dello 0,83%.
Il caso: il flusso di benvenuto di un negozio di calzature
Il negozio vende calzature da donna di fascia alta. Gli iscritti arrivano dal pop-up con un codice di 15 € sul primo acquisto e l'iscrizione alla lista fa partire il flusso. Sono sette email, una ogni tre giorni alle 18:30, per circa 18 giorni in tutto.
| Quando | Contenuto | A chi | |
|---|---|---|---|
| 1 | Subito | Il regalo: lo sconto sul primo acquisto, con il nome nell'oggetto | Tutti |
| 2 | 3 giorni dopo | La storia del marchio | Tutti |
| 3 | 3 giorni dopo | Guida pratica: come scegliere il modello giusto, in tre consigli | Tutti |
| 4 | 3 giorni dopo | Promemoria dello sconto | Solo chi non ha ancora comprato con il codice di benvenuto |
| 5 | 3 giorni dopo | La storia di una cliente affezionata | Tutti |
| 6 | 3 giorni dopo | "Lo sapevi che…": una curiosità sul prodotto | Tutti |
| 7 | 3 giorni dopo | Recensioni e testimonianze | Tutti |
Prima dell'email 4 il flusso si divide. La domanda è una sola: questa persona ha già comprato usando il codice di benvenuto? Se no, riceve il promemoria e poi prosegue. Se sì, salta il promemoria e passa direttamente all'email 5.
I numeri, email per email
Dati degli ultimi 12 mesi, letti dall'account del negozio.

| Destinatari | Clic | Ordini attribuiti | Ricavo per destinatario | Disiscrizioni | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Il regalo | 7.384 | 9,4% | 108 | 2,96 € | 0,46% |
| 2. La storia | 6.962 | 3,8% | 22 | 0,61 € | 1,01% |
| 3. La guida | 6.817 | 4,0% | 9 | 0,26 € | 0,87% |
| 4. Promemoria sconto | 6.132 | 5,0% | 10 | 0,32 € | 0,51% |
| 5. La cliente affezionata | 6.470 | 2,8% | 7 | 0,21 € | 0,86% |
| 6. Lo sapevi che | 6.151 | 2,0% | 9 | 0,29 € | 1,11% |
| 7. Le recensioni | 6.018 | 2,2% | 3 | 0,10 € | 1,05% |
In tutto la serie ha portato 168 ordini attribuiti e 33.071 € di ricavo, con un valore medio dell'ordine intorno ai 197 €. Il clic medio è del 4,3%, i reclami per spam lo 0,04%.
Cosa dicono i numeri
La prima email fa quasi tutto il lavoro. Porta il 64% degli ordini e circa il 65% del ricavo della serie. È l'email che la persona aspetta, perché contiene il regalo appena promesso: deve arrivare subito, consegnarlo in modo chiaro e mostrare pochi prodotti. Se hai tempo per migliorare una sola email, è questa.
Dalla seconda email le disiscrizioni raddoppiano. Si passa dallo 0,46% della prima a circa l'1% per email, mentre gli ordini crollano. Le email 5, 6 e 7 insieme portano 19 ordini. Facendo il conto sui destinatari, nello stesso periodo hanno raccolto circa 190 disiscrizioni. Non tutte sono una perdita, perché una parte di quelle persone se ne sarebbe andata comunque. Il segnale però è chiaro: le ultime email chiedono attenzione e restituiscono poco.
Il promemoria funziona perché è mirato. Arriva solo a chi non ha usato il codice e ha il clic più alto dopo la prima email (5,0%), con meno disiscrizioni delle email vicine (0,51%): parla di una cosa che interessa a chi lo riceve e non disturba chi il codice l'ha già usato.
Le aperture non contano. Sono tra il 45% e il 50% quasi ovunque, gonfiate dalla protezione della privacy di Apple Mail: Klaviyo stesso scrive che non può distinguere un'apertura vera da una automatica. Le differenze si vedono in clic, ordini e disiscrizioni.
Attribuito non vuol dire causato. Klaviyo, con le impostazioni predefinite, attribuisce un ordine all'ultima email aperta o cliccata nei 5 giorni precedenti. Alcuni di quei 168 ordini sarebbero arrivati anche senza l'email: il numero serve a confrontare le email tra loro, non a dire quanto avrebbe perso il negozio senza la serie.
Il ramo "ha già usato il codice?"
Separare clienti e non clienti in due sequenze fa perdere a chi ha già comprato le informazioni che il negozio considera importanti. Il caso usa un solo flusso con un ramo, ed è la scelta che consigliamo:
- Il promemoria del codice arriva solo a chi non l'ha usato. È coerente con la regola di non regalare sconti a chi ha già comprato, come spiegato nell'articolo sugli sconti nelle email di recupero.
- Tutto il resto arriva a tutti: storia, guida, recensioni servono anche a chi ha già ordinato.
- La condizione si può allargare. Il negozio controlla l'uso del codice; puoi far saltare il promemoria anche a chi ha ordinato senza usarlo, e mostrare a chi è già cliente un blocco su come curare quello che ha comprato.
Il promemoria non ripete l'email 1: lega il codice a qualcosa di nuovo, per esempio ai modelli della guida appena letta. E se cita una scadenza, deve esistere: un codice "in scadenza" che resta valido per mesi insegna alla lista a non crederti.
Mentre la sequenza è in corso, tieni i nuovi iscritti fuori dalle newsletter ordinarie: due email nello stesso giorno confondono e fanno salire le disiscrizioni.
Quante email e con che ritmo: il caso e i consigli generali
Di solito si consiglia di concentrare le prime email nei primi giorni e di chiudere la serie in circa due settimane. Un'agenzia citata da Klaviyo osserva che la maggior parte delle persone compra entro una decina di giorni dall'iscrizione, e Klaviyo consiglia di adattare la sequenza al ciclo di acquisto del proprio pubblico.
Il negozio del caso fa diversamente: un'email ogni tre giorni, per 18 giorni, con il promemoria al nono giorno. I suoi dati non smentiscono il consiglio generale, ma non lo provano nemmeno: il ritmo stretto qui non è mai stato messo alla prova. Dicono però dove guardare. Quasi tutto succede nella prima email, e dalla seconda in poi ogni email raccoglie più disiscrizioni di quanti ordini porta.
Per questo negozio proveremmo due cose, una alla volta:
- Accorciare la serie. Togliere o unire le email 6 e 7, e confrontare ordini e disiscrizioni con la versione attuale.
- Anticipare il promemoria. Mandarlo prima del nono giorno, dopo la guida, quando il codice è ancora fresco.
Sono ipotesi da verificare. Un prodotto da pochi euro e scarpe da quasi 200 € hanno tempi di decisione diversi: i dati di un negozio sono un caso, non una regola.
Prima del benvenuto: l'email di conferma
Se usi il doppio opt-in, la prima email che l'iscritto riceve è la richiesta di conferma, e chi non conferma non entra in lista. Va inviata subito, con un solo pulsante e nessun prodotto, e deve dire cosa succede se non si conferma: "Il codice per il primo ordine arriva appena confermi." Al massimo un promemoria dopo un paio di giorni; chi non conferma nemmeno allora resta fuori. La pagina che si apre dopo la conferma è un buon posto per il codice: la persona è già sul sito.
Rendere più utili le ultime email
Le email 5, 6 e 7 del caso sono uguali per tutti. Per renderle più rilevanti si usa quello che l'iscritto ha detto o fatto.
Una domanda nel modulo. Sono i cosiddetti zero-party data, informazioni che il cliente ti dà volontariamente. Per un negozio di calzature potrebbe essere "Per quale occasione cerchi?", con tre risposte: tutti i giorni, lavoro, cerimonia. Con quella risposta prima email, guida e promemoria mostrano i modelli giusti; chi non risponde riceve la versione generale.
Il comportamento durante la serie. Chi ha cliccato la guida senza comprare può ricevere i modelli di cui parlava; chi non clicca nulla da due settimane può uscire prima dal flusso.
Le stesse risposte servono anche per i pubblici su Meta, come spiegato nell'articolo su email e Meta Ads.
Benvenuto senza sconto: si può
Il codice non è obbligatorio. Per un negozio con margini stretti, o con clienti che comprano per competenza più che per prezzo, la sequenza funziona anche senza.
Al posto del codice serve un'altra promessa nel modulo: una guida alla scelta, l'accesso anticipato alle collezioni, una consulenza via email o WhatsApp, spedizione e reso spiegati con precisione. Il caso mostra quanto pesa la prima email quando consegna un regalo: senza sconto deve consegnare qualcosa di altrettanto concreto, e il promemoria diventa un consiglio sui prodotti più adatti.
Cosa misurare
Tre controlli, email per email, una volta al mese:
- Ordini e ricavo per destinatario: quali email portano il primo acquisto. Il ricavo per destinatario confronta anche email con pubblici diversi, come il promemoria.
- Disiscrizioni: se salgono in un punto preciso, quella email chiede troppo o arriva troppo presto. Nel caso il salto è tra la prima e la seconda.
- Uso del codice: quanti iscritti lo usano, e quanti comprano senza.
Se le email di benvenuto finiscono spesso nello spam, il problema è prima: ne parliamo nell'articolo sulla deliverability.
Gli errori più comuni
- Una sola email di benvenuto. Chi non compra subito non riceve più niente fino alla prossima newsletter.
- Trascurare la prima email. Nel caso porta quasi due ordini su tre: un regalo consegnato male pesa più di qualsiasi email successiva.
- Il codice a chi ha già comprato. Insegna ai clienti ad aspettare uno sconto che non dovrebbero ricevere.
- Allungare la serie per inerzia. Ogni email in più deve portare qualcosa: se porta solo disiscrizioni, va tolta o cambiata.
La sequenza di benvenuto è uno dei pezzi di una strategia più ampia, insieme a campagne, recupero carrello e post acquisto: il quadro completo è nell'articolo sulla strategia di email marketing per ecommerce.
