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Pop-up newsletter per ecommerce: dove metterlo, quando farlo apparire e cosa chiedere oltre all'email

di Angelo Doni · Aggiornato il 2026-10-15 · 11 min di lettura
Pop-up di iscrizione alla newsletter su uno smartphone, diviso in passaggi: un clic, l'email, il numero WhatsApp e il codice sconto

In sintesi

  • Un pop-up newsletter che converte compare dopo qualche secondo, mai nel carrello né a chi è già iscritto, e ha una versione pensata per il mobile.
  • Chiedere una cosa alla volta funziona: prima un clic senza campi, poi l'email, poi il telefono con il suo consenso separato e la possibilità di saltarlo.
  • Le statistiche vanno lette passaggio per passaggio: la percentuale su chi ha visto il modulo e quella sul passaggio precedente dicono cose diverse.

Un pop-up newsletter che converte senza disturbare compare dopo qualche secondo e non nei passaggi vicini all'acquisto, ha una versione per mobile, offre qualcosa di concreto e chiede una cosa alla volta: prima un clic, poi l'email, poi il telefono, che si può saltare. Lo raccontiamo con i numeri di un negozio di calzature che seguiamo: in 30 giorni il suo pop-up a quattro passaggi è stato visto da 38.866 persone e ha raccolto 2.306 email e 1.455 numeri WhatsApp. Qui trovi com'è costruito, quando farlo apparire, cosa chiedere e come leggere le statistiche.

Come creo un pop-up per l'iscrizione alla newsletter che converte senza disturbare?

Con cinque scelte, in quest'ordine:

  1. Il modulo giusto per la pagina. Il pop-up dove il visitatore si guarda intorno, moduli discreti dove legge o decide.
  2. Il momento giusto. Qualche secondo dopo l'arrivo, mai nel carrello né a chi è già iscritto, con una pausa dopo la chiusura.
  3. Due versioni, una per desktop e una per mobile.
  4. Un'offerta chiara, che si capisce in una riga.
  5. Una richiesta alla volta: un sì, poi l'email, poi eventualmente il telefono con il suo consenso.

Infine si leggono i dati passaggio per passaggio.

Il caso: un pop-up a quattro passaggi

Il negozio vende calzature da donna in Italia, su Shopify con Klaviyo. Queste sono le impostazioni del pop-up:

Impostazione Scelta del negozio
Quando compare Dopo 8 secondi, su desktop e su mobile
Dove Tutte le pagine tranne carrello e assistenza prima dell'acquisto
A chi Solo ai visitatori non ancora riconosciuti, mai a chi è già iscritto
Dopo la chiusura Ricompare dopo 2 giorni; intanto resta una linguetta, "Un regalo per te"
Grafica Immagine laterale su desktop, solo testo su mobile
Passaggio 1 "Vuoi ricevere un regalo?": due pulsanti, sì e no, nessun campo
Passaggio 2 Nome ed email, con una riga sul consenso
Passaggio 3 Numero WhatsApp, testo di consenso completo, link per saltare
Passaggio 4 Codice da 15 € sul primo acquisto e pulsante verso la nuova collezione

Ecco quante persone arrivano a ogni passaggio:

Schema dei quattro passaggi del pop-up di un negozio di calzature: 38.866 persone lo vedono, 4.199 cliccano sì, 2.306 lasciano nome ed email, 1.455 il numero WhatsApp, 938 cliccano verso la collezione dal codice sconto

Il pop-up del negozio di calzature, ultimi 30 giorni: quante persone vanno avanti a ogni passaggio.

L'89% dei visitatori chiude il pop-up: negli ultimi 90 giorni lo hanno chiuso 35.894 persone su 40.483. È normale: il pop-up lavora sulla minoranza che dice sì. A 90 giorni il tasso di iscrizione è del 5,98%, quasi identico al 5,93% degli ultimi 30: il risultato è stabile, non è un mese fortunato.

Pop-up, flyout, banner o modulo incorporato: dove usare ciascuno

Il pop-up interrompe la navigazione: ha senso dove il visitatore sta capendo cosa vende il negozio, meno dove confronta taglie, prezzi e resi.

Tipo di modulo Com'è Dove usarlo A cosa fare attenzione
Pop-up Finestra al centro dello schermo Home, pagine di categoria, pagine con traffico nuovo Il più visibile e il più invasivo: su mobile deve restare compatto
Flyout Riquadro che entra da un lato Schede prodotto, articoli del blog Lascia leggere la pagina, ma si nota meno
Banner Barra in alto o in basso Tutto il sito, soprattutto su mobile e durante le promozioni Al clic può aprire un altro modulo
Incorporato Modulo dentro la pagina Piè di pagina, pagina di iscrizione, fine degli articoli Raccoglie meno, ma è sempre disponibile e non disturba

Klaviyo descrive il pop-up come il formato che converte di più e il modulo incorporato come il meno invadente. Una regola pratica: pop-up per l'ingresso, flyout dove si legge, modulo incorporato sempre.

Quando farlo apparire

Non nei primi secondi

Chi è appena arrivato sta ancora capendo dove si trova e spesso sta chiudendo il banner dei cookie: un pop-up immediato viene chiuso per riflesso. Il negozio del caso aspetta 8 secondi. Sulle pagine lunghe si può usare lo scorrimento al posto del tempo. Il valore giusto si trova con un test sul proprio traffico.

Le esclusioni

  • Carrello e checkout. Chi sta comprando non va interrotto. Il negozio del caso esclude anche la pagina di assistenza prima dell'acquisto, dove chi ha un dubbio sta cercando una risposta.
  • Chi è già iscritto. Rivedere "iscriviti" dopo essersi iscritti dà l'idea di un negozio che non ti riconosce.
  • Chi lo ha appena chiuso. Il negozio lo ripropone dopo 2 giorni. Le impostazioni d'esempio di Klaviyo per un pop-up di benvenuto arrivano a 90: se i clienti tornano spesso, significa non rivederlo quasi più. Scegli in base a ogni quanto tornano i tuoi visitatori.

Il teaser

Dopo la chiusura resta una piccola linguetta, "Un regalo per te", che riapre il pop-up con un clic finché la persona non si iscrive. Con l'89% di chiusure, recupera chi ha chiuso per fretta e cambia idea dopo qualche prodotto. Va tenuta piccola e lontana dai pulsanti di acquisto.

Google e i pop-up su mobile

Dal 10 gennaio 2017 Google indica che le pagine il cui contenuto non è facilmente accessibile a chi arriva dalla ricerca su mobile possono posizionarsi peggio. Tra gli esempi cita il pop-up che copre il contenuto principale, sia appena si apre la pagina sia mentre la si scorre. Non rientrano gli avvisi dovuti per legge, come cookie e verifica dell'età, e i banner che occupano uno spazio ragionevole e si chiudono facilmente. È uno dei tanti segnali di posizionamento, e la guida aggiornata di Search Central suggerisce piccoli banner anche per l'iscrizione alla newsletter.

Il ritardo migliora l'esperienza ma non mette al riparo: anche il pop-up che compare durante lo scorrimento rientra nell'esempio. Su mobile servono un pop-up compatto, con la chiusura ben visibile, e un banner o un flyout nelle pagine che vivono di traffico organico, come il blog.

Desktop e mobile: due versioni, non una

Nel negozio del caso il mobile vale il 93% delle visualizzazioni e circa il 92% delle iscrizioni; anche gli ordini attribuiti al pop-up arrivano per l'87% da mobile. Il desktop converte un po' di più (6,80% contro 5,86%), ma i numeri veri sono sul telefono.

Grafico che confronta desktop e mobile: il pop-up del negozio di calzature ha 2.600 visualizzazioni e il 6,80% di iscrizioni su desktop, 36.000 visualizzazioni e il 5,86% su mobile; il flyout di un secondo negozio ha l'1,99% su desktop e il 2,50% su mobile

Visualizzazioni e tasso di iscrizione per dispositivo: pop-up del negozio di calzature e flyout di un secondo negozio, ultimi 30 giorni.

Il secondo negozio del grafico mostra il contrario: lì converte meglio il mobile (2,50% contro 1,99%). Non esiste una regola valida per tutti: per questo conviene costruire due versioni e guardare i dati separati. Sul telefono il negozio del caso toglie l'immagine, così il pulsante si vede senza scorrere. Poi frasi brevi, pulsanti grandi, la X facile da toccare, la tastiera giusta per email e numero.

Cosa offrire

L'offerta deve essere concreta e capirsi in una riga: "iscriviti alla newsletter" non è un motivo. Il negozio del caso promette un regalo al primo passaggio e lo rivela alla fine: 15 € sul primo acquisto, con il codice da copiare. In alternativa: spedizione gratuita sul primo ordine, accesso anticipato ai saldi, una guida utile.

Due regole. Il codice vale solo per il primo acquisto (ne parliamo in sconti nelle email di recupero carrello). E niente pressioni finte: nessun conto alla rovescia che riparte a ogni visita, nessun "No, preferisco pagare di più" al posto di un semplice "No, grazie".

Cosa chiedere, e in che ordine

Prima un sì, senza campi

Il primo passaggio del caso non chiede niente: una domanda e due pulsanti. Un impegno piccolo rende più facile scrivere l'email subito dopo, e Klaviyo stesso suggerisce questo passaggio iniziale senza campi. Lo clicca il 10,80% di chi vede il pop-up, e il 55% di loro lascia anche l'email.

Poi l'email, poi il telefono

Il telefono arriva dopo l'email, mai insieme. Klaviyo indica che i moduli che chiedono l'email convertono più di quelli che chiedono il telefono, e che chiederli insieme rallenta la crescita della lista email. Nel caso, il 63% di chi ha lasciato l'email lascia anche il numero WhatsApp.

Il secondo negozio fa il contrario: un flyout che chiede subito e solo il consenso WhatsApp, senza email né regalo esplicito. Su 1.673 persone che l'hanno visto, 42 hanno lasciato il numero: il 2,51%. Sulla stessa base, il negozio di calzature raccoglie numeri WhatsApp da 1.455 persone su 38.866, circa il 3,7%. Negozi, traffico e offerta sono diversi: è un'indicazione, non una prova.

Il telefono si deve poter saltare

Al terzo passaggio c'è un link "Grazie, non mi interessa": chi non vuole dare il numero resta comunque iscritto via email.

Il consenso

Per l'email il consenso va raccolto in modo chiaro, con il link all'informativa sulla privacy. Per WhatsApp e SMS serve un consenso separato ed esplicito: Meta chiede di dire chiaramente che la persona accetta messaggi da quel negozio, indicandone il nome. Il testo del caso spiega che arriveranno messaggi informativi e di marketing, compresi i promemoria del carrello, che il consenso non è una condizione per comprare e che si annulla rispondendo STOP. Le regole complete sono in WhatsApp marketing per ecommerce.

Come leggere le statistiche di un pop-up a passaggi

Ogni passaggio ha due percentuali, e dicono cose diverse.

Funnel dei passaggi del pop-up in Klaviyo: 10,80% di coinvolgimento al primo passaggio, 2,41% di chi ha visto il modulo completa tutti i passaggi, cali del 45,08%, 36,90% e 35,53% tra un passaggio e il successivo

Il funnel a passaggi del pop-up del negozio di calzature. Screenshot da Klaviyo, ultimi 30 giorni; nome del negozio nascosto.
  • La percentuale su chi ha visto il modulo. Il 10,80% clicca sì; il 2,41% arriva all'ultimo passaggio. Dice quanto rende il pop-up nel complesso.
  • Il calo rispetto al passaggio precedente. Dal sì all'email si perde il 45,08%, dall'email al telefono il 36,90%, dal telefono al clic verso la collezione il 35,53%. Dice dove intervenire: qui il calo più grande è tra il sì e l'email, quindi il primo test va fatto sul secondo passaggio.
  • Il tasso di iscrizione. Nei moduli che chiedono email e telefono, Klaviyo conta come iscrizione il primo dei due campi, quindi qui l'email: 2.306 iscrizioni, il 5,93%. Klaviyo consiglia di puntare a circa il 3% o più per pop-up e flyout. Per i pop-up, la dashboard lo confronta con negozi simili negli ultimi tre mesi: questo viene etichettato "Excellent".

Cambia un passaggio alla volta, o non saprai quale modifica ha prodotto il risultato. E nei confronti con periodi lontani ricorda che dal 1° aprile 2025 Klaviyo filtra meglio bot e crawler: visualizzazioni più basse, tasso più alto.

Andamento giornaliero del pop-up in Klaviyo: barre delle visualizzazioni e delle iscrizioni per giorno e linea del tasso di iscrizione, che scende nei giorni di picco di traffico e sale in quelli più tranquilli

Visualizzazioni, iscrizioni e tasso giorno per giorno. Screenshot da Klaviyo, ultimi 30 giorni; nome del negozio nascosto.

L'andamento giornaliero va letto insieme alle campagne attive. Nel caso le visualizzazioni vanno da circa 500 a circa 2.900 al giorno. Nei picchi di fine settembre, probabilmente legati alle campagne pubblicitarie, il tasso scende verso il 5%; nei giorni tranquilli sale fino all'8%. Il traffico più freddo si iscrive meno: è un'osservazione su questo negozio, non una regola, ma evita di scambiare un picco di visite per un pop-up che non funziona più.

Perché il pop-up conta anche per il recupero carrelli

Un'email di recupero parte solo se il negozio sa chi ha abbandonato il carrello: chi non ha mai lasciato un contatto resta anonimo. Il resto del percorso è nella guida al recupero dei carrelli abbandonati; per arrivare in posta in arrivo serve una lista pulita, come spieghiamo in perché le email finiscono nello spam.

Domande frequenti

Dopo quanti secondi deve comparire il pop-up della newsletter?

Non c'è un numero giusto per tutti, ma non nei primi secondi: chi è appena arrivato sta ancora capendo cosa vende il negozio e spesso sta chiudendo il banner dei cookie. Il negozio di calzature del nostro caso usa 8 secondi. Sulle pagine lunghe, come blog e schede prodotto, si può usare la percentuale di scorrimento al posto del tempo. Il ritardo va comunque provato con un test sul proprio traffico.

Qual è un buon tasso di iscrizione per un pop-up?

Klaviyo consiglia di puntare a circa il 3% o più per pop-up e flyout, e nella dashboard confronta ogni pop-up con i negozi simili degli ultimi tre mesi. Il pop-up del nostro caso, al 5,93%, viene etichettato come eccellente. Oltre al tasso conta la qualità degli iscritti: quanti aprono la serie di benvenuto e quanti comprano.

Conviene chiedere email e numero di telefono nello stesso passaggio?

Di solito no. Klaviyo stesso indica che i moduli che chiedono l'email convertono più di quelli che chiedono il telefono, e che chiederli insieme rallenta la crescita della lista email. Meglio l'email prima e il telefono dopo, in un passaggio che si può saltare. Nel nostro caso il 63% di chi ha lasciato l'email ha lasciato anche il numero WhatsApp.

Un pop-up su mobile può penalizzare il sito su Google?

Può. Dal 2017 Google indica che le pagine il cui contenuto non è facilmente accessibile a chi arriva dai risultati di ricerca su mobile possono posizionarsi meno bene, e cita come esempio il pop-up che copre il contenuto principale. Non rientrano i banner che occupano uno spazio ragionevole e si chiudono facilmente, né gli avvisi dovuti per legge come quelli sui cookie. Su mobile conviene quindi un pop-up compatto, con la chiusura ben visibile, o un banner nelle pagine che ricevono traffico organico.

Dopo quanto tempo va riproposto il pop-up a chi l'ha chiuso?

Dipende da quanto spesso tornano i visitatori. Il negozio del nostro caso lo ripropone dopo 2 giorni e nel frattempo lascia visibile una piccola linguetta per riaprirlo. Le impostazioni d'esempio di Klaviyo per un pop-up di benvenuto arrivano a 90 giorni: per un negozio con visite frequenti significa non rivederlo quasi più. Chi si è iscritto, invece, non deve vederlo mai più.

Fonti

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Angelo Doni
Angelo Doni
Cofondatore di AchillesAI · Performance Marketing & AI

Si occupa di performance marketing dal 2017. Progetta strumenti e connettori AI per il marketing degli ecommerce ed è la mente tecnica di AchillesAI.

Leggi in: itenfresde

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